Come distruggere le discriminazioni nel mondo scientifico in poche semplici mosse

Cari lettori e lettrici immaginari,

vi ho già parlato dell’ uragano Hunt che con il suo “problema con le donne in laboratorio”, ha alzato un polverone di polemiche e discussioni. Qualche giorno fa ho letto un articolo della professoressa Seirian Sumner  che, insieme ad un post di  un’altra accademica britannica, Athene Donald, mi hanno fatto tirare un sospiro di sollievo e dato ispirazione.

E’ rincuorante non essere la sola a pensare che dobbiamo impegnarci tutti, uomini e soprattutto donne, per sconfiggere il sessismo e le discriminazioni quotidiane.

Il numero di ragazze che decide di fare materie scientifiche alle scuole superiori è in aumento in Gran Bretagna, ma resta il problema di come allargare le percentuali di coloro che occupano posti di rilievo, come rivela un recente studio statistico.

Ecco i quattro passi necessari a raggiungere questo obiettivo proposti da Seirian Sumner.

1. Combattere gli stereotipi

La scarsità di esempi femminili di successo in ambito scientifico rinforza lo stereotipo dello scienziato come un uomo barbuto di mezz’età in camice bianco. In Gran Bretagna ci sono diversi progetti tesi a ribaltare questa visione come Wise campaign, Science Grrl e Soapbox Science.

2. Supporto maggiore per i genitori

Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi avanti nel supporto delle madri che lavorano in ambito scientifico. Le scienziate britanniche che decidono di avere figli sono di solito aiutate durante la gravidanza e durante il periodo di ritorno sul posto di lavoro, con carichi di lavoro realistici e borse di studio per coloro che necessitano periodi di pausa piu’ lunghi.

Il congedo per maternità può essere diviso tra i due partners, fatto che costituisce uno degli incentivi maggiori per un cambiamento verso l’uguaglianza di genere in campo scientifico.

3. Riconoscere i pregiudizi inconsci (unconscious bias)

Convincere gli scienziati che esistono pregiudizi reali contro le donne risulta una collosale sfida. Un recente studio ha rivelato, che non sono le donne che decidono di arrendersi e scegliere un’altra carriera, ma che sono gli accademici (di ogni genere) che ostacolano il progresso femminile. I curricula presentati con nomi femminili vengono valutati meno di curricula identici ma con nomi maschili.

Le donne vengono invitate meno di frequente ad intervenire alle conferenze rispetto ai loro colleghi uomini, e gli accademici di entrambi i sessi hanno pregiudizi in questo senso. La buona notizia è che la formazione su i “pregiudizi incondizionati” migliora l’attitudine verso le donne scienziate, e molte università hanno introdotto programmi di questo tipo nelle fasi di training.

4. Premi pecuniari per le istituzioni che portano avanti buone pratiche di inclusione

L’iniziativa Athena Swan per l’uguaglianza femminile, il sigillo di garanzia che le facoltà scientifiche in UK cercano di accaparrarsi, è decollato negli ultimi anni.

Alcuni fondi per la ricerca hanno come clausola il fatto che il dipartimento che fa richiesta sia stato insignito del premio Athena Swan per avere accesso al supporto economico. Questo fa si che i dipartimenti debbano analizzare le statistiche riguardanti i generi e riflettere sui risultati ottenuti.

Quello che Athene Donald sottolinea nel suo blog va oltre le misure che le istituzioni dovrebbero adottare per raggiungere la parità dei sessi. Si rivolge non solo agli uomini, ma anche alle donne, sostenendo che il problema del sessismo è fomentato dal fatto che tendiamo a girarci dall’altra parte quando accade un episodio di discriminazione. “Quando qualcuno interrompe una donna mentre sta parlando in una commissione, quando una giovane studentessa è presa di mira da un collega maschio e derisa se prova ad usare un saldatore, quando gli studenti uomini fanno capire che le donne non sono benvenute alla bevuta al pub del venerdì perché devono discutere cose da uomini, quando le donne non sono incoraggiate a seguire le proprie ispirazioni, quando nessuno le informa di possibili posizioni lavorative per le quali fare domanda…E la lista va avanti”

Se questa vicenda disdicevole” (la vicenda riguardante Timothy Hunt) “ha fatto si che le persone agiscano nel loro piccolo per eradicare tutte le micro iniquità che abbondano, allora ne è scaturito qualcosa di buono”

“Le immagini #distractinglysexy sono un modo ironico di dimostrare quanto affermate le donne possano essere nei laboratori scientifici. Ma le donne non arriveranno ad occupare ruoli decisionali finché i pregiudizi inconsci contro di loro regneranno sovrani.”…”Dovremmo tutti agire in maniera attiva, non girarci dall’altra parte”.

Segue una lista di consigli per aiutarci a mantenere questo impegno. A me è parso un manifesto universale contro le iniquità quotidiane  verso coloro che costituiscono una minoranza. Dovremmo provarci tutti, anche quando la vittima è un uomo, un bambino/a, un omosessuale o una persona proveniente da un altro paese.

  • richiamare qualsiasi comportamento discriminatorio quando e dove lo si vede, nelle commissioni come per la strada. Non lasciate le donne diventare vittime;
  • incoraggiatele ad avere coraggio, a correre dei rischi;
  • agite come mentore (se siete nuovi nel nostro campo ci saranno sempre e comunque persone più giovani di voi, compresi bambini in età scolare);
  • non ignorate i vostri colleghi che assumono comportamenti umilianti;
  • cercate e rimuovete le micro iniquità quando le avete sott’occhio;
  • rifiutatevi di prendere parte a giurie o conferenze nelle quali non ci sia un adeguato numero di donne;
  • prendete in considerazione l’immagine del vostro dipartimento e assicuratevi che rappresenti il maggior numero di individui;
  • prendete in considerazione l’ambiente di lavoro quotidiano per controllare se qualche situazione inappropriata è in agguato;
  • richiedete corsi di formazione obbligatori su i pregiudizi inconsci, in particolare per le commissioni che si occupano del reclutamento e delle promozioni;
  • richiamate gli insegnanti che dicono alle ragazze che non possono/non sono in grado di fare matematica, fisica, etc;
  • non lasciate gli individui sfrontati (maschi o femmine) monopolizzare la conversazione in classe, o i materiali in laboratorio, alle spese dei timidi (maschi o femmine);
  • richiedete alle scuole il  tasso di miglioramento delle ragazze nelle materie tradizionalmente maschili (o viceversa, in quelle tradizionalmente femminili per quanto riguarda i ragazzi);
  • nominate le donne a premi e borse di studi;
  • informate le donne di posizioni lavorative di cui potrebbero essere ignare o per le quali potrebbero non sentirsi qualificate;
  • cambiate l’argomento mentale per il quale lavoro part-time è uguale a un lavoro non serio in lavoro part-time uguale bilanciamento di diversi bisogni;
  • riconoscete l’importanza della famiglia (e dell’amore) per gli uomini e per le donne;
  • siate preparati ad agire come un modello visibile;
  • ascoltate ed agite se una donna comincia a dare segni di problem di discriminazione, non siate sfuggenti perché vi sentite a disagio;
  • pensate a tutto campo e con una mente aperta quando vi viene chiesto di fare dei nomi per un ruolo professionale;

Seirian Sumner

Professoressa ordinaria di Biologia comportamentale presso il Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Bristol. La sua attività di ricerca si focalizza su l’evoluzione della socialità, come si evolve l’eusocialità e come si mantiene il comportamento sociale. Ha lavorato con diverse specie di api, vespe, e formiche, studiando il loro comportamento tramite osservazioni, esperimenti, e analisi molecolare. Seirian è una ricercatrice presso l’Istituto di Zoologia della società Zoologica di Londra. Ha una laurea triennalle in zoologia (1995) e un dottorato (1999)in ecologia comportamentale e evoluzionistica ottenuto presso la UCL (University College of London) e ha lavorato all’Università di Copenhagen e allo Istituto di Ricerca Tropicale Smithsonian di Panama prima di trasferirsi permanentemente al’Istituto di Zoologia nel 2004.

Dal 2012, insieme a Nathalie Pettorelli, e’ la co-organizzatrice dell’iniziativa Soapbox Science.

Athene Donald

Professoressa di Fisica Sperimentale all’Università di Cambridge, membro del Cambridge University Council e capo del Churchill College di Cambridge. Ha lavorato come ricercatore associato alla Cornell University, prima di ritornare a Cambridge nel 1981 e al Cavendish Laboratory nel 1983. Il suo campo di studi principale è quello della fisica della materia soffice, in particolare nelle sue applicazioni sugli organismi viventi. Durante la sua attività di ricerca ha applicato la microscopia allo studio dei sistemi biologici e sintetici.

Al di fuori della sua attività nei laboratori universitari dirige l’Athena forum, un organizzazione che vigila sullo sviluppo di buone pratiche per l’avanzamento di carriera e la rappresentanza delle donne nel campo scientifico, tecnologico, matematico e medico (STEM) nell’educazione secondaria e universitaria in UK.

Potete trovare l’articolo complete di Seirian Sumner sul The Guardian qui.

Potete leggere il post completo di Athene Donald all’interno del suo blog.

fwis-loreal-soapbox-science-bringing-science-onto-the-streets-140

Seirian Sumner e Nathalie Pettorelli, le ideatrici dell’iniziativa Soapbox Science, durante l’edizione 2014 presso il Southbank Centre di Londra.

Athene Donald al Soapbox Science 2012. Image courtesy the Soapbox Science Team and the L’Oreal for Women in Science Programme.

Athene Donald al Soapbox Science 2012. Image courtesy the Soapbox Science Team and the L’Oreal for Women in Science Programme.

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