Musica cinematica

Cari lettori e lettrici immaginari, mi capita spesso di pensare a come l’essere umano sia attratto più dagli aspetti magici, che da quelli matematici o naturali, della musica e dell’arte in generale.

Una fascinazione misteriosa che scatta in noi quando ci troviamo di fronte ad un’opera d’arte o quando ascoltiamo una particolare melodia, che secondo alcuni sarebbe spiegata dal fatto che i fenomeni naturali seguono particolari leggi scientifiche, assumendo forme basate su specifici rapporti matematici, come per esempio la serie di Fibonacci e la sezione aurea.

Gli scienziati sono da sempre stati interessati a svelare gli altarini della natura, almeno quanto gli artisti ad usare, più o meno inconsciamente, i trucchi che vengono fuori dalle ricerche portate avanti dai primi.

Questo connubio di interessi è esemplificato molto bene dalla branca della fisica che si chiama acustica. Si tratta di una grande categoria che comprende diversi campi di studio e applicazione, ma che di base riguarda lo studio delle onde sonore e della loro propagazione. Si capisce quindi l’interesse che i musicisti hanno da sempre dimostrato verso questo campo della fisica.

Il musicista new-age australiano Nigel Stanford si è dedicato a lungo alla sperimentazione degli effetti delle onde sonore con diverse frequenze su materiali naturali, come acqua, sabbia e fuoco, imitando vecchi esperimenti, e creandone di nuovi.

Il progetto si chiama “Cynematics”, ovvero cinematica,  che secondo la definizione di Wikipedia, è la branca della  meccanica che si occupa di descrivere quantitativamente il moto dei corpi, indipendentemente dalle cause del moto stesso. (scusate ma non ho trovato nessun dizionario di scienze fisiche on-line, e non sono in grado di procurarmi un libro di fisica in italiano al momento)

Stanford racconta che l’idea gli è venuta in mente dopo:

“aver visto un documentario sulla sinestesia, un disordine sensoriale/percettivo che colpisce il sistema visivo e uditivo del cervello. Le persone con questa malattia, sentono un suono nel momento in cui vedono un colore, o viceversa, vedono un particolare colore quando sentono un certo suono. Io non ne sono affetto, almeno non credo, ma ho sempre immaginato che le frequenze basse fossero rosse, e quelle acute bianche. Questo mi ha fatto pensare che sarebbe stato interessante fare un video musicale dove ad ogni suono emesso, corrispondesse un elemento visivo. Alcuni anni dopo ho visto alcuni video sulla cinematica, l’arte di visualizzare le audio frequenze. E’ così che è nata l’idea di questo video. Nel 2013 ho contattato il mio amico Shahir Daud, un giovane regista di talento di New York, e gli ho proposto di collaborare al video. Non penso che fosse consapevole a cosa sarebbe andato incontro, ma ha accettato con entusiasmo, e nel luglio 2013 abbiamo cominciato gli esperimenti, comprando pezzi su internet.”

Quello che è venuto fuori è un insieme di veri e propri esperimenti scientifici sulle onde sonore, la loro geometria, e trasmissione, il tutto proposto da un punto di vista musicale.

Le tecniche usate dal musicista e i suoi collaboratori per visualizzare le onde sono state molteplici.

Diversi esperimenti sono molto simili ad alcuni vecchi classici, che personalmente ho conosciuto meglio lavorando come tecnica di laboratorio in una scuola superiore. Per esempio sono stati utilizzati i cosiddetti piatti di chadni, che sono in poche parole, degli altoparlanti attaccati ad un piatto metallico soprastante. L’esperimento, che facevamo riscuotendo grande successo anche a scuola, consiste nel distribuire della sabbia sul piatto, e suonare note diverse. La sabbia si dispone in forme diverse a seconda della nota suonata.

cymatics-Nigel-Stanford

Mi piace ricordare che il nome di questo strumento è dato da quello del suo inventore, Ernst Florens Friedrich Chladni, fisico e musicista tedesco, da alcuni considerate come il padre dell’acustica.

Sempre sulla scia è stato usato  un piatto pieno di acqua, o di un altro liquido, o di palline di polistorolo nella nostra versione scolastica, sistemato nell’altoparlante. Le molecole dei liquidi, rappresentate dalle palline nel caso scolastico, vibrano diversamente a seconda della frequenza suonata dall’altoparlante.

Per altri effetti si sono affidati a materiali particolari, come i liquidi ferromagnateci, a trucchi fotografici, come nel caso degli zampilli d’acqua, o a macchinari già ampiamente conosciuti ed utilizzati in passato come le bobine di Tesla, o il tubo di Ruben, un lungo tubo con una serie di buchi, pieno di propano, usato per visualizzare la correlazione tra onde acustiche e pressione sonora. Una specie di oscilloscopio primordiale,  messo appounto dal fisico Tedesco Heinrich Rubens nel 1905.

rubens_tube_6

Un’estremità del tubo è attaccata ad un generatore di frequenze, in questo caso uno speaker collegato a delle tastiere, che, quando acceso, crea punti con pressione oscillante, dove non si vede il gas fuoriuscire, e punti con pressione costante, anche detti nodi, dove l’altezza del gas che fuoriesce e’ più o meno grande.

Il mio ex capo avrebbe tanto voluto costruirne uno, ma il capo del dipartimento non ha mai dato il permesso. Peccato, sarebbe stata una cosa parecchio ganza da realizzare, e soprattutto da mettere in atto come dimostrazione!

cymatics-6

Dal sito nerdist.com

Guardando bene dietro le quinte del progetto, quello che viene fuori sono soprattutto le sue forti basi tecniche e scientifiche. Di sicuro non si tratta di una creazione dettata e realizzata nell’estasi di un’ispirazione artistica momentanea, ma un qualcosa di studiato nel dettaglio.

Il risultato finale e contenuto in  un album intotolato “Solar Echoes”, echi solari: potete vedere il video del singolo “Cynematics” alla fine del post, e scaricarvi l’album direttamente dal sito di Stanford.

A me la fisica non è mai piaciuta, ma forse se il mio professore delle superiori mi avesse introdotto il capitolo sulla propagazione delle onde con un video come questo, le cose sarebbero andate meglio.

Le immagini e i suoni dei video di Stanford, mi hanno fatto rimpesare alle opera di Ted Oefner, e a i canoni di bellezza, nel senso di regola o pattern ripetuto, che il nostro occhio tende a riconoscere nella natura, come i frattali o altre forme geometriche. Per me è questo l’aspetto più bello. Anche noi esseri umani siamo immersi e facciamo parte integrante, delle leggi matematiche, delle onde elettromagnetiche e sonore, delle vibrazioni molecolari che rendono il mondo un posto magico da abitare, e scoprire.

Potete trovare maggiori informazioni riguardo a Nigel Stanford e ai suoi esperimenti qui:

Sito Internet: http://nigelstanford.com/

Twitter: https://twitter.com/nigel_stanford

Facebook: https://www.facebook.com/johnstanfordmusic

Youtube: https://www.youtube.com/user/JohnStanfordMusic

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