Bansky Christmas Card

E’ la vigilia di Natale. In tutte le nostre case, nonostante la crisi, fervono i preparativi per cene e pranzi e qualcuno si sta affrettando a comprare i regali all’ultimo minuto. Per quanto mi riguarda, non essendo cattolica, non ho mai dato tanta importanza a questa festività. Nonostante ciò mi ha fatto sempre molto effetto come, anche coloro che in teoria dovrebbero vivere questo momento in modo religioso e spirituale, tendano a trasformarlo nel tripudio del consumo di cibo e alcol, ed in uno dei periodi più stressanti e pieni di tensioni dell’anno. In realtà, se non mi sbaglio, domani si festeggia il compleanno di Gesù, che di sicuro non era un tipo di grandi pretese e amante del lusso.

Per questo mi piace celebrare questo VIP’s birthday collegandomi mentalmente con il luogo dove vostro Signore nacque: Betlemme. Se Giuseppe e Maria avessero fatto il loro viaggio della speranza ai nostri giorni, sarebbero stati bloccati fuori da Betlemme, dal muro che il governo israeliano sta costruendo nei territori del West Bank. Questa evento inverosimile è raffigurato nella cosiddetta Bansky Christmas Card, opera del famoso street artist, la quale ogni anni diventa un tormentone nei vari social networks.

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Bansky ha visitato i territori occupati palestinesi la prima volta nel 2005, e successivamente nel 2007, realizzando una serie di opere direttamente sul “muro della vergogna”, sovvertendone la destinazione d’uso e portando l’attenzione dello spettatore verso la natura del muro come barriera, o invocando una realtà immaginaria che sottolinea la negazione dell’umanità esistente da una parte del muro (quella palestinese).

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“E’ illegale vandalizzare un muro, se il muro in se stesso è stato dichiarato illegale dalla corte internazionale di giustizia? Il governo israeliano sta costruendo un muro intorno ai territori occupati palestinesi. E’ tre volte più alto del muro di Berlino e dovrebbe arrivare a coprire una distanza di 700 km, che equivale alla distanza tra Londra e Zurigo. La corte internazionale di giustizia ha deliberato che il suddetto muro e l’occupazione dei territori sono illegali. Il muro fa della Palestina il più grande carcere a cielo aperto del mondo.” E’ quello che si legge nella presentazione del progetto sul sito internet dell’artista britannico (www.bansky.co.uk).

Insomma vi volevo augurare buone feste, cari lettori immaginari, ma ci volevo mettere un buon proposito per l’umanità tutta nell’anno che verrà. E cioè abbattere il muro della vergogna e liberare il popolo palestinese. Penso che il compagno Gesù, da persona sensibile quale era, sarebbe d’accordo.

Vecchio: Hai dipinto il muro, e l’hai reso bello.

Bansky: Grazie.

Vecchio: Non vogliamo renderlo bello, odiamo questo muro, vai a casa.

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