Le vie dei canti. Un libro buono per ogni stagione

Cari lettori immaginari, del mio blog semi-immaginario, venerdì è stato il mio compleanno, anche se non vi dirò quanto sono vecchia (molti di voi mi conoscono nella vita reale, e quindi sapranno della mia anticipata vecchiaia). Per celebrare un altro anno di sopravvivenza su questo pianeta, non ho esitato ad uscire con le mie colleghe nannies per una serata all’insegna dell’alcol. Così tra ieri ed oggi mi sono dedicata completamente ad un restauro personale, e a compiti burocratici improrogabili. Ne è risultato che non ho avuto nè voglia nè tempo,di buttare giù tutte le cose interessantissime che avrei voluto scrivere. Così oggi vi lascio con l’ennesimo suggerimento di lettura, che non è certo nuovo, anche perché riciclato da un mio precedente scritto, ma che continua a “fare il suo”, come si direbbe a Firenze.

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…La prima volta che sono venuta in Australia ignoravo, come la maggior parte dei miei amici e conoscenti italiani, che il gruppo di popolazioni originarie di continente non fosse quello dei Maori, originari della Nuova Zelanda. In verita’ coloro ai quali “appartiene” la terra australiana sono un raggruppamento eterogeneo di popoli seminomadi che sono stati denominati Aborigeni, ed il cui modo di vita e cultura sono stati quasi del tutto distrutti dall’ “uomo bianco”.

E’ proprio a causa di questa distruzione che si arriva a parlare di una sorta di genocidio culturale (vedi anche l’annosa quaestione della stolen generation, la generazione rubata), che le tradizioni culturali e spirituali delle popolazioni aborigene rimangono per lo piu’ avvolte nel mistero, soprattutto agli occhi di noi occidentali. Per fare un esempio non sono ancora del tutto chiariti alcuni concetti come il walkabout e il concetto di “Tempo del Sogno”.

Proprio per cercare risposte riguardo alla cultura sepolta e dispersa degli aborigeni, il giornalista e scrittore Bruce Chatwin si reco’ negli anni ’60 in Australia, dove viaggio’ a lungo traendo ispirazione per la stesura del libro “Le Vie dei Canti”, titolo originale “The Songlines”. I miti degli aborigeni australiani sulla creazione del mondo narrano di leggendarie creature totemiche che percorsero il continente cantando il nome di ogni roccia, pianta o animale nel quale s’imbattevano: secondo i nativi australiani infatti la Terra e’ ancora oggi segnata da un intrecciarsi di misteriose “Piste del Sogno”, formate da un labirinto di cammini visibili solo ai loro occhi.

Riportando uno stralcio del libro di Chatwin: “Gli Uomini del Tempo antico percorsero tutto il mondo cantando; cantarono i fiumi e le catene di montagne, le saline e le dune di sabbia. Andarono a caccia, mangiarono, fecero l’amore, danzarono, uccisero: in ogni punto delle loro piste lasciarono una scia di musica. Avvolsero il mondo intero in una rete di canto; e infine quando ebbero cantato la Terra, si sentirono stanchi”….

Alice Ughi

Articolo originale, scritto a gratis:

http://www.newnotizie.it/2010/09/le-vie-dei-canti-nella-cultura-aborigena/

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