Art of Science. La bellezza della natura attraverso gli occhi degli scienziati

E’ stata inaugurata il 10 maggio di quest’anno, la mostra Art of Science , presso l’università di Princeton. Le opere esposte sono particolari: si tratta di 44 immagini prodotte durante i lavori di ricerca scientifica di studenti, accademici, laurendi e dottorandi, di vari dipartimenti dell’università nord Americana.

opening Frank Wojciechowsky

Photo by Frank Wojciechowsky.

Osservare la galleria delle immagini selezionate, mi ha fatto pensare alla mostra della quale ho parlato nel post precedente, Scientia ad artem”, soprattutto per l’ironica inversione dei termini. In questo caso, osservare i lavori selezionati fa pensare a come la natura sia intrinsecamente bella, ma anche come il lavoro dello scienziato assomigli, per alcuni versi, a quello degli artisti. Le conoscenze tecnico-scientifiche degli autori le cui opere sono state scelte per l’esposizione, valorizzano il lato estetico del lavoro scientifico svolto.

Ho deciso di presentarvi le tre opere vincitrici del premio del pubblico, che è colui al quale l’arte si rivolge, o almeno dovrebbe rivolgersi, e che determina, a torto o a ragione, il successo o l’insuccesso di un’artista.

Il primo posto è occupato dall’immagine intitolata “Messenger Meshwork”, colta da Shawn C. Little, Kristina S. Sinsimer, Elizabeth R. Gavis, e Eric F. Wieschaus, del dipartimento di biologia molecolare.

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L’immagine mostra quattro celle riproduttive della mosca della frutta (drosophila), le quali sintetizzano molecule di RNA, che vengono depositate nell’ovocita. Ogni singolo puntino rosso è una molecola di RNA prodotta a partire da molecole di DNA, in blu.

Il secondo posto è andato all’opera “Bridging the Gap di Jason Wexler e Howard A. Stone del dipartimento di meccanica e ingegneria aerospaziale.

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Due gocce di liquido “intrappolate” nello spazio fra due solidi: le linee bianche e nere, dovute all’interferenza della luce, sono linee lungo le quali la distanza dai solidi è costante, e le aree blu definiscono l’estensione del liquido.

Il terzo posto è occupato da un’ immagine prodotta utilizzando un  microscopio a fluorescenza, e si intitola “Medusa”. E’ stata proposta da Jamie Barr e Cliff Biangwynne, dipartimenti di chimica e ingegneria biologica e di biologia molecolare.

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Il titolo dell’opera è dovuto alla similarità fra i vermi della specie Caernorhabditis elegans, ed i capelli della mitologica Medusa: questi piccoli abitanti del suolo, sono stati “fotografati” durante un esperimento condotto al fine di capire come le molecole determinino la grandezza delle cellule e dell’organismo in genere. Il DNA è rappresentato in blu, l’RNA ribosomale pre-processato in rosso, e le proteine formanti i C. elegans in verde.

Per visitare la galleria completa delle opere presenti alla mostra “Art of Science” : www.princeton.edu/artofscience/gallery2013/

Enjoy it!

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