“The Gallery of Lost Art”, una galleria virtuale di capolavori perduti

“La galleria dei capolavori perduti” è un progetto multimediale della Tate Gallery di Londra, curato da Jennifer Mundy, in collaborazione con l’emittente televisivo Channel 4, nel quale sono raccolte, in un vero e proprio museo virtuale on-line, varie opere d’arte divise in dieci categorie, rubate, distrutte, di passaggio, respinte, non realizzate, messe da parte, scomparse, degradate, rimaneggiate, censurate.

Le opere non sono presentate in maniera “classica”, bensì poste in un “ambiente” unico, nel quale l’utente è libero di muoversi attraverso delle scrivanie virtuali, dove ha accesso a filmati e documenti,  fotografie, interviste ed altre testimonianze, che passano in rassegna oltre 40 opere di artisti del XX secolo.

Una delle più interessanti tra le opere analizzate è il dipinto “a fresco” intitolato Man at Crossroad (“L’ uomo al bivio”) commissionato nel 1932 al famoso muralista  messicano Diego Rivera il quale avrebbe dovuto realizzare l’opera presso ilRockefeller Center di New York, un insieme di edifici che avrebbe dovuto riunire tutte le compagnie impegnate nel campo della comunicazione moderna.  Prima di Rivera il committente John D. Rockefeller  aveva interpellato Picasso e Matisse, i quali avevano declinato l’offerta.  Il tema che doveva affrontare l’ artista era “Le frontiere del tempo”, e il progetto approvato dai responsabili, prevedeva una figura maschile centrale  al controllo di varie macchine e ritrovati tecnologici, con figure umane anonime nei pannelli laterali. Fatto sta che nei giorni successivi alla prima stesura Rivera aggiunse al murale la faccia di Vladimir Lenin, il fondatore del Partito Comunista russo, decisione che provocò una serie di dure reazioni da parte dei committenti e non solo.

“Ma l’attacco al ritratto di Lenin non fu che un pretesto per distruggere interamente l’affresco del Rockefeller center. In realtà era l’ intero murale che non piaceva alla borghesia. Su di esso, orde di soldati con vecchie maschere, vestiti, vestiti con le divise hitleriane, rappresentanti luttuosi delle guerre chimiche, erano rappresentati.  Ma vi erano rappresentati anche gli scioperi, risultati della crisi; e la degenerazione ed i piaceri insolenti dei ricchi, in mezzo alle sofferenze atroci dei poveri espropriati…”  ebbe a scrivere l’autore dell’opera in un saggio intitolato “Ritratto dell’America”.

Nei documenti che si trovano nel museo virtuale della Tate vengono ripercorsi gli eventi che portarono alla distruzione di quest’opera controversa (fortunatamente la moglie Frida Kahloe l’assistente Lucienne Bloch avevano fotografato l’opera, foto che furono usate per la realizzazione di un dipinto analogo al “Palazzo delle Belle Arti” di Città del Messico), e riflessioni sulla funzione sociale e politica dell’arte in generale.

La galleria virtuale ha aperto i battenti il 2 luglio scorso, e rimarrà visitabile per i prossimi 12 mesi.

Non perdete questa occasione di “navigazione” in un mare di capolavori perduti!

Alice Ughi

Da un mio articolo pubblicato dal quotidiano on-line Newnotizie: http://www.newnotizie.it/2012/08/the-gallery-of-lost-art-una-galleria-virtuale-di-capolavori-perduti/

Screen view del sito, fonte: http://www.itsnicethat.com

L’affresco di Rivera Man at Crossroads, dal sito macaulay.cuny.edu.

Particolare di Lenin, dal sito en.wikipedia.org

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